La pubblicità dentro ChatGPT si allarga a cinque paesi, l’Italia per ora è fuori
Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud. In sei mesi il test americano è diventato un prodotto. Il criterio non è più la parola chiave.
Dall’11 agosto la pubblicità dentro ChatGPT è attiva anche in Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud. Il test era partito il 9 febbraio negli Stati Uniti, a marzo si era esteso a Canada, Australia e Nuova Zelanda. OpenAI annuncia che continuerà ad aggiungere mercati nel corso dell’anno.
In Italia non c’è ancora. Vale però la pena capire adesso come funziona, perché il modo in cui si compra uno spazio in una conversazione non somiglia a niente di quello che c’era prima.
Chi li vede
Gli annunci compaiono agli utenti adulti connessi con piano Free e Go. I piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano senza. Chi sta nel piano gratuito può anche rinunciare agli annunci, accettando in cambio un numero inferiore di messaggi al giorno.
Restano fuori gli account di chi dichiara di avere meno di diciotto anni, o di chi l’azienda ritiene minorenne. E restano fuori i contesti sensibili: niente annunci in prossimità di salute, salute mentale o politica.
Come vengono scelti
Qui sta la differenza che conta. L’annuncio viene abbinato a tre cose: l’argomento della conversazione in corso, le chat passate dell’utente, le sue interazioni passate con gli annunci. Se ci sono più inserzionisti in gara, viene mostrato per primo quello più pertinente alla chat.
Nel motore di ricerca si compra una parola chiave: qualcuno digita “corso di inglese online” e il sistema mette all’asta quella stringa. Qui si compra la pertinenza a una conversazione che può non contenere quella stringa da nessuna parte. Chi racconta all’assistente che deve fare colloqui in inglese fra due mesi non ha digitato nessuna parola chiave, ma è esattamente la persona che quel corso vuole raggiungere.
Sul fronte dei dati, gli inserzionisti non vedono le chat, la cronologia, la memoria né i dati personali. Ricevono solo numeri aggregati sul rendimento: visualizzazioni, clic.
Chi verifica le promesse
OpenAI ripete tre cose a ogni aggiornamento: le risposte restano indipendenti e imparziali, le conversazioni restano private, l’utente mantiene il controllo. Aggiunge che l’annuncio sarà sempre etichettato come sponsorizzato e separato visivamente dalla risposta.
Sui primi mesi di test dichiara che non risultano effetti sulle metriche di fiducia dei consumatori, che i tassi di chiusura degli annunci sono bassi e che la pertinenza migliora.
Sono numeri interni, prodotti dall’azienda che vende lo spazio, senza una verifica indipendente. Non è un motivo per considerarli falsi. È un motivo per registrare che a oggi nessun terzo li ha controllati.
C’è poi una differenza strutturale rispetto al motore di ricerca, e non dipende dalle buone intenzioni di nessuno. In una pagina di risultati il lettore sa di stare guardando un elenco di link, e distingue lo sponsorizzato dall’organico perché sono la stessa cosa con un’etichetta diversa. In una conversazione la risposta arriva con il tono di un consiglio dato a te. Separare visivamente un annuncio da un consiglio è più difficile che separarlo da un elenco, e il compito di tenerli distinti passa in buona parte a chi legge.
Cosa cambia per chi fa marketing
In Italia non si può ancora comprare. Ma il lavoro che prepara a questo canale si può fare adesso, senza budget.
Consiste nel cambiare l’unità di analisi. Per anni il lavoro è stato capire quali parole digita un cliente in un motore di ricerca. Qui serve sapere quale problema racconta a un assistente: come lo descrive quando non deve comprimerlo in tre parole, quali vincoli nomina, in che ordine arriva alla decisione. Sono cose che si scoprono parlando con i clienti, non con uno strumento per le parole chiave.
Vale anche la pena ricordare che è il secondo canale nuovo che si apre nello stesso posto. Le risposte degli assistenti citano già le fonti che ritengono pertinenti. Comparire lì non si compra. La pubblicità dentro ChatGPT si aggiunge a quello, non lo sostituisce.
Cosa portarsi a casa
La notizia pratica per chi lavora in Italia è che c’è tempo, ma il tempo serve a qualcosa. Chi arriverà con un elenco di parole chiave si troverà a comprare uno spazio progettato per un’altra unità di misura.
E se avete clienti in uno dei mercati già aperti, la registrazione per gli inserzionisti è pubblica. Guardare come si comporta il vostro settore là dove il canale esiste già costa niente, e insegna prima che il canale arrivi qui.