Le aziende spendono sempre di più per l’IA: i casi di SAP, Uber e Accenture
Uber ha esaurito il budget annuale in quattro mesi. In Accenture il conto più salato lo fa una cosa che sembra gratis: convertire PDF.
SAP, una delle più grandi aziende di software al mondo, ha sospeso a luglio la maggior parte dei viaggi e delle assunzioni. Il motivo, secondo l’email interna ottenuta da 404 Media, è il costo crescente dell’intelligenza artificiale. Le eccezioni previste sono di un tipo solo: i viaggi e le assunzioni legati all’IA.
Bloomberg aveva riportato la notizia a luglio. Un dipendente ha confermato alla testata che i blocchi sono ancora in vigore, e che l’azienda sta contemporaneamente distribuendo a tutti un nuovo strumento interno di IA.
Detta così sembra la contabilità di un’azienda enorme. È invece il primo caso visibile di qualcosa che sta succedendo a tutte le dimensioni, con una meccanica precisa.
Il budget annuale in quattro mesi
Uber ha messo un tetto all’uso degli strumenti di IA per la scrittura di codice, Claude Code e Cursor, dopo aver detto ai dipendenti di usarli il più possibile. Il suo responsabile tecnico ha dichiarato che l’azienda aveva bruciato l’intero budget annuale per l’IA in quattro mesi.
Sbagliare la previsione di tre volte, per un’azienda che di infrastruttura tecnologica capisce più della media, dice qualcosa di preciso: il problema non era la competenza. Era il modello di spesa.
Non sono gli sviluppatori
Il dato più utile viene da una riunione interna di Accenture, di cui 404 Media ha ottenuto la registrazione. Justice Kwak, che in azienda guida la strategia sull’IA agentica, dice che il consumo non lo trainano gli ingegneri: lo trainano i non tecnici.
E il compito che mangia più di tutti, sempre secondo i dati interni citati nella riunione, è una cosa che nessuno considererebbe costosa: convertire PDF, passando dalle immagini al testo per poterli dare in pasto a un modello.
Vale la pena mettere in fila i due fatti. Poco prima, la stessa Accenture aveva fatto sapere ai dipendenti che chi non usava l’IA rischiava di restare indietro nelle promozioni. Ha ottenuto esattamente quello che aveva chiesto. Ora deve chiedere il contrario.
Perché il conto sorprende sempre
Il punto non è che l’IA costi molto. È che costa in un modo diverso da come le aziende sono abituate a comprare software.
Una licenza è una cifra per utente: si moltiplica per il numero di persone e si sa cosa si spenderà. Un servizio a consumo dipende da quanto lavoro gli si dà, e la quantità di lavoro che una persona può dare a un modello non ha un limite naturale. Un documento di trecento pagine dato in pasto tre volte perché le prime due risposte non piacevano costa tre volte. Chi lo fa non vede niente che glielo dica.
Il costo dell’IA si comporta come il cloud, non come Office. E il cloud, la prima volta, ha sorpreso tutti allo stesso modo.
La domanda che viene prima di tutte: serve davvero l’IA?
Guardate l’esempio di Accenture, perché è più istruttivo di quanto sembri. Estrarre il testo da un PDF è un problema risolto da vent’anni: lo fanno librerie software gratuite, in un decimo di secondo e senza mandare niente a un fornitore esterno. Darlo in pasto a un modello linguistico costa migliaia di volte tanto per un risultato che spesso è peggiore.
La regola pratica è semplice. Un modello serve quando il compito richiede giudizio, comprensione o linguaggio: capire di cosa parla un documento, riassumerlo, rispondere a una domanda aperta, scrivere. Quando invece il compito è una trasformazione con regole fisse, cioè convertire un formato, estrarre campi da moduli sempre uguali, sommare, ordinare, validare, il software tradizionale lo fa meglio, a costo quasi zero e in modo verificabile.
Molte delle bollette che stanno spaventando le aziende non nascono da un uso eccessivo dell’IA. Nascono dall’aver usato l’IA al posto di un programma normale.
Cosa portarsi a casa
Se avete adottato strumenti di IA e non sapete dire quanto sono costati il mese scorso, quello è il primo lavoro da fare. Non richiede un progetto: richiede di aprire la fattura e chiedersi chi ha consumato cosa.
Poi tre mosse concrete:
- Mettete un tetto di spesa dove il fornitore lo permette, prima di scoprire il numero a consuntivo.
- Guardate i compiti ripetitivi ad alto volume, perché il conto lo fanno quelli e non le richieste importanti: convertire documenti, riassumere allegati, girare gli stessi file dentro un processo automatico. Su ognuno chiedetevi se un programma normale non farebbe lo stesso lavoro.
- Dite alle persone quanto costa quello che stanno facendo, perché nessuno spende con attenzione una cifra che non vede.
Il modo più caro di usare l’IA non è il progetto ambizioso. È il compito banale, ripetuto da tutti, che sembra gratis e che nessuno si è chiesto se avesse bisogno di un modello.